PRENOTA

Foro Romano

Siamo nel cuore della Roma antica. Qui, fra i sette colli, prosciugati i terreni paludosi, Roma costruì il suo Foro, il luogo cioè dove si svolgeva tutta l’attività politica, religiosa e mercantile di una città che a poco a poco conquistò l’intero occidente.

Non e’ facile muoversi fra queste rovine piantate fra l’erba: occorre un piccolo sforzo di fantasia e un pò di conoscenza antica: allora dieci secoli di storia, dal VI secolo a.C. all’età bizantina, si fanno eloquenti attraverso i monumenti, dall’arcaico cippo del Lapis Niger (pietra nera) fino alla colonna di Foca innalzata nel 607, in onore dell’imperatore bizantino Foca, quando ormai il Foro, aveva perduto il suo splendore. Dall’alto dei Rostri, gli oratori parlavano al popolo romano che doveva eleggere i magistrati, poco distante dalla Curia, sede del Senato e massimo centro politico della Roma antica. Costruita per la prima volta da Tullio Ostilio, fu poi restaurata e allargata nel 52 a.C. e ancora un ennesimo e più splendido edificio fu inaugurato nel 29 a.C. da Augusto.

Quello che oggi vediamo è il risultato della ristrutturazione Dioclezianea del 303 d.C.: vi trovavano posto a sedere i 300 senatori. Al suo interno sono esposti i cosiddetti Plutei di Traiano, due parapetti di marmo che probabilmente decoravano i Rostri, e che illustrano i meriti dell’omonimo imperatore. Se la Curia era il massimo centro politico, la Basilica era il luogo dove si amministrava la giustizia: era costituita da una grande aula rettangolare con un portico ai lati.
Una delle più antiche, di cui si serbarono i resti fu la Basilica Emilia, fondata nel 179 a.C. dal censore Emilio Lepido. Si affaccia sulla Via Sacra, era lussuosamente decorata, ma fu nel Medioevo devastata dai barbari. Gli scavi hanno permesso di ritrovare un fregio marmoreo di grande interesse per capire le origini di Roma. Anche la Basilica Iulia, costruita da Cesare, è quasi completamente distrutta. Dopo Curia e Basilica, il tempio era l’edificio più importante del Foro. Le rovine del Tempio di Vesta, risalgono all’edificio del II secolo e sono interamente in travertino e marmo, come la vicina casa delle Vestali, edificio a più piani attorno ad un atrio rettangolare.

Nel Tempio, di originale architettura rotonda, era custodito il Fuoco Sacro, simbolo dello stato, che non doveva mai spegnersi. Ancora nel Foro stanno i resti del Tempio dei Dioscuri, i mitici fratelli Castore e Polluce, vincitori in battaglia contro gli etruschi e i latini. Il tempio venne eretto nel 484 a.C. fu ricostruito nel 117, ma le uniche tre colonne rimaste e visibili appartengono ad una successiva ricostruzione dell’epoca di Tiberio (14-37). Fra i più antichi di Roma, addirittura risalente ai tempi dei mitici re, è il Tempio di Saturno alle pendici del colle Capitolino, eretto su un elevato basamento, destinato a custodire il pubblico erario della città. Più avanti si incontrano le vestigia di un portico colonnato, riemerso alla luce un secolo fa, e chiamato Portico degli Dei Consenti. Probabilmente era dedicato alle dodici maggiori divinità dell’Olimpo, delle quali conserva le statue dorate, ed era dunque considerato la versione romana del Pantheon greco.

Nel Foro ci imbattiamo poi nel Tempio della Concordia, importante monumento eretto nel 367 da Furio Camillo, per celebrare la fine dei conflitti, in Roma, fra patrizi e plebei: oggi ne resta visibile il podio più volte restaurato. Quando Cesare fu assassinato, il suo corpo fu cremato nel Foro e in quel luogo furono eretti una colonna e un tempio, che Augusto intitolò al divino imperatore, dando così inizio all’usanza di divinizzare un imperatore dopo la morte. Ne restano oggi alcuni resti del podio e della tribuna antistante.

Il tempio di Antonino e Faustina, fu dedicato nel 141 da Antonino Pio alla propria moglie e dopo la sua morte alla sua memoria imperiale. E’ uno dei meglio conservati grazie alla trasformazione in chiesa cattolica dedicata a S. Lorenzo in Miranda.
Prezioso il suo magnifico fregio a grifi, candelabri e volute. Da ammirare poi, l’originale porta bronzea conservata nel Tempio del Divo Romolo, eretto sulla Via Sacra da Massenzio in onore del figlio morto nel 309. Inedita la pianta dell’edificio: una stanza rotonda con al fianco due lunghe celle absidate. Nel IV secolo papa Felice IV lo adattò ad atrio della Chiesa dei Santi Cosma e Damiano. L’arco, a scopo trionfale e celebrativo, è uno dei segni più grandiosi che l’ architettura romana ci abbia lasciato. Roma ne è ricca. Il più maestoso e meglio conservato è l’Arco di Costantino, vicino al Colosseo, che fu inaugurato nel 315 per celebrare le vittorie dell’imperatore su Massenzio. Della fede cristiana dell’imperatore, non c’è però alcuna traccia, molto più fitta è la presenza anzi, nei rilievi di questo monumento, dell’imperatore Marco Aurelio (161-180), combattente e filosofo. Oramai esauritasi la migliore scuola scultorea della capitale infatti, l’architetto incaricato di erigere l’arco, ricorse all’applicazione di fregi e statue provenienti da monumenti assai più antichi, perfino fregi che celebrano la Vittoria di Traiano sui Daci. Decorato sul fronte nord e su quello sud, l’arco porta sette tondi, di due metri di diametro, tratti anch’essi da un preesistente arco di Adriano.
Nel foro Romano si erge l’Arco di Settimio Severo, eretto nel 203 d.C. dai suoi figli Caracalla e Geta. Più sobrio e più elegante, appare l’Arco di Tito, che nei bellissimi bassorilievi interni racconta la scena dolorosa dei legionari romani, che portano via le insegne di Gerusalemme vinta, e fra esse il sacro tempio con l’altare ed il candelabro d’oro a sette bracci. L’arco fu eretto nel 81 d.C.

Orari:

L’area archeologica del Palatino Foro Romano è aperta tutti i giorni.

Orario di apertura: 8.30

  • dall’ultima domenica di ottobre al 15 febbraio: ultimo ingresso 15.30 con uscita 16.30;
  • dal 16 febbraio al 15 marzo: ultimo ingresso 16.00 con uscita 17.00;
  • dal 16 marzo all’ultimo sabato di marzo: ultimo ingresso 16.30 con uscita 17.30;
  • dall’ultima domenica di marzo al 31 agosto: ultimo ingresso 18.15 con uscita 19.15;
  • dal 1 settembre al 30 settembre: ultimo ingresso 18.00 con uscita 19.00;
  • dal 1 ottobre all’ultimo sabato di ottobre: ultimo ingresso 17.30 con uscita 18.30.
  • Chiuso il 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre.
Biglietti: 
Biglietterie: l.go Salara Vecchia e v. di S.Gregorio,30
Colosseo/Palatino/Foro Romano: biglietto unico
Intero € 12,00
Ridotto € 7,50 per i cittadini della Unione Europea tra i 18 e i 24 anni e per docenti dell’Unione Europea;
Gratuito: visitatori minori di anni 18.

Maggiori info: http://archeoroma.beniculturali.it/siti-archeologici/foro-romano-palatino